Secondo me l'intelligenza dei bambini viene sottovalutata troppo spesso. Cioè, io non ho mai avuto a che fare con i bambini, per cui la mia opinione non so quanto possa essere valida, in quanto si basa solo sulla mia esperienza personale e sui miei ricordi dell'infanzia.
Un esempio idiota: i miei non mi hanno mai costretta a mangiare o a finire quello che avevo nel piatto. Mai. Se hai fame mangia, se no non mangiare. Era una figata non sentirsi costretti. Insomma, la fame ce l'abbiamo tutti, a meno che non ci siano problemi o malattie, perchè costringere una personcina a mangiare?? Quando andavo a pranzo dalla mia amichetta mi ricordo che ero inorridita dal fatto che il fratellino non avesse mai voglia di mangiare e sua madre gli strillava per tutto il tempo "MANGIA!! MANGIA!!" e lui ingoiava i bocconi lentamente e controvoglia... sto povero bambino probabilmente aveva perso la fame per esasperazione. Con i miei ho mangiato spontaneamente in modo regolare, ero snella e con le guance rosse.
Poi la questione dei dolci. Casa mia era piena di Nutella, cioccolata, caramelle. Nessuno mi spaccava la minchia dicendomi di non mangiarli perchè fanno venire la carie. Le caramelle non mi piacevano e quindi non le mangiavo mai. La Nutella la mangiavo quando mi andava, e quindi con moderazione, idem la cioccolata. Un barattolo di Nutella poteva durare un paio di mesi, una tavoletta di cioccolata qualche settimana. Forse se qualcuno mi avesse proibito di mangiare dolci li avrei desiderati ardentemente e alla prima occasione me ne sarei ingozzata. Ma, dato che potevo scegliere io, tutto questo desiderio accecante non ce l'avevo. E poi il mio cibo preferito erano le fragole, mica la Nutella.
I compiti. I miei non sono mai stati invadenti per quanto riguardava la scuola. Se non sapevo fare qualcosa chiedevo a mio padre di aiutarmi, e lui me la spiegava. Altrimenti niente. Erano cazzi miei. E quindi facevo i compiti quando lo ritenevo indispensabile, a volte li facevo a scuola direttamente in modo da non rovinarmi il pomeriggio, a volte non li facevo proprio, altre passavo la giornata ad imparare le poesie da ripetere alla maestra. Fatto sta che ero la più brava della classe, avevo ottimo fisso in quasi tutte le materie.
Il dialogo. I miei mi parlavano come se fossi una piccola personcina, non come una pupattola che non capisce niente. Anche delle questioni importanti. Anche del sesso. Anche dei problemi grossi. Anche dei segreti di famiglia. Io, dal canto mio, mi sentivo orgogliosa di essere ritenuta una piccola personcina, un'adulta diciamo, e cercavo di meritarmi la loro fiducia comportandomi bene nei confronti di questi problemi. In particolare ero orgogliosissima di sapere tutto riguardo al sesso già a sei anni, mentre i miei compagnetti non ne sapevano niente XD e non ne parlavo con nessuno, rispettando questo tabù, pensando che non era compito mio rompere le loro convinzioni.
E' per questo che dico che secondo me la libertà è la scelta migliore.
Non sto idealizzando i miei, non sono stati perfetti. Anzi, hanno fatto degli errori madornali in altri campi dell'educazione. Errori che mi peseranno addosso per sempre. Ma non posso biasimarli, in fondo sono umani, nessuno ha il libretto di istruzioni. Però, per quanto riguarda la libertà di scelta, secondo me sono stati perfetti.